“Diventare grandi, senza mai dimenticare di essere stati bambini.” Questa frase campeggia nell’homepage del sito ufficiale di Giorgio Vanni e ben rappresenta l’anima del Capitano più amato da tutti gli anime-maniacs. Abbiamo avuto il piacere di incontrare Giorgio allo scorso Gardacon: la sua disponibilità e cortesia verso i numerosi fan accorsi e verso gli addetti ai lavori è stata ammirevole, una merce davvero rara in questi tempi turbolenti. Quello che segue è il resoconto della nostra piacevole chiacchierata telefonica – avvenuta qualche giorno dopo – in un freddissimo pomeriggio novembrino. Come sempre, buona lettura a tutti voi…

Grazie di essere qui con noi Giorgio, è un vero onore! Partirei col chiederti un bilancio della raccolta ‘Uno Di Noi’ – uscito un anno fa circa – e dell’EP ‘Onda Energetica’, fuori da un mesetto…
“Il bilancio di queste due release è assolutamente super positivo e arriva dagli ascolti sulle varie piattaforme come Spotify; il riscontro lo abbiamo poi ai live, dove arriva sempre più ciurma, più ragazzi… magari molti che non conoscono tantissimo gli anime, ma che si appassionano alle nostre sigle, alle nostre canzoni come ‘Onda Energetica’, ‘Supereroi’ o ‘Il Guardiano Dei Sogni’ che sono i pezzi contenuti nel nostro ultimo EP, fatto per raccogliere i brani fatti con DJ Matrix. Una reazione entusiastica davvero!”



Andiamo ora ai tuoi esordi nel mondo delle sigle cartoon…
“L’Ammiraglio Max arrangiò due sigle composte e prodotte dall’amico Piero Cassano per due anime, chieste all’epoca da Alessandra Valeri Manera. Alessandra gli chiese se si occupasse di produzione e composizione e lui rispose che scriveva e componeva con un amico, io; al che Alessandra gli chiese se avesse voluto cimentarsi nella composizione di sigle. Appena Max me ne parlò, io accettai di buonissimo grado… entrai quindi nel mondo delle sigle dei cartoni animati grazie a Max e nel 1998 iniziammo a lavorare assieme alla prima nostra sigla, ‘Superman’. Con Piero tra l’altro siamo ancora oggi stra-amici, lui è un vero monumento della musica italiana.”

Da dove parte il lavoro di composizione di una tua sigla?
“Diciamo che “partiva”, dato che di sigle non ne abbiamo più fatte: le ultime prodotte sono state ‘My Hero Academia’ e ‘Beyblade X’. Noi andavamo negli uffici di RTI di Alessandra Valeri Manera e lei ci dava le sinossi di una data serie e del materiale da visionare; dopodichè mi mettevo con la chitarra, suonando qualcosa e pensando alla storia dell’anime, alle sue dinamiche. Tiravo giù le melodie che ascoltavo assieme a Max, il quale metteva a punto la composizione per poi rifinire assieme il tutto. La ‘cassa in quattro’ arrivò invece dai nostri trascorsi con la dance, di cui avevo fatto delle release importanti; a Max venne in mente – in modo geniale aggiungo – di usarla anche per le sigle cartoon. Creammo quindi delle melodie più orecchiabili possibile, con un ritmo che fosse anche ballabile, cosa apprezzata ancora oggi nelle serate a tema, soprattutto nei miei live.”

E’ mai successo che una sigla non fosse uscita come la volevate, o che non incontrasse i favori di Alessandra?
“Beh, spesso i pezzi andavano bene come li proponevamo, altre volte dovevamo trovare soluzioni alternative, come accade in tutte le produzioni. Capitava che realizzavamo un brano e magari ci fermavamo perchè qualcosa non ci convinceva… allora ci si rimetteva le mani sopra finchè il risultato non ci soddisfaceva. Ma proprio un pezzo rifiutato, no: il team trovava sempre il modo di portare la canzone a uno status ottimale.”

“Un aneddoto interessante fu quello che riguarda la sigla di ‘Diabolik’; Alessandra la ascoltò – tra l’altro la preferita da Max, perchè più complessa pur non essendo prettamente dance – e disse: “E’ molto bella, ma non vorrei che non venisse percepita come dovrebbe, dato che è molto ‘adulta’.” Per carità, anche le altre sigle le considero ‘adulte’, dato che abbiamo sempre pensato di scrivere CANZONI e non solo pezzi da Zecchino D’Oro, con tutto il rispetto per quella trasmissione. Però Alessandra ci espose questo suo dubbio, quindi che ‘Diabolik’ risultasse fuori dal target classico delle sigle TV. Noi la dissuademmo e lei volle credere in noi: questa cosa ci ripagò e ripagò Alessandra tantissimo!”

“Ma oramai -come ti dicevo prima – le sigle non si producono più, almeno con il concetto di Alessandra che è stata una visionaria, una illuminata. A parte il fatto che è un anno che è mancata e questo è stato un grandissimo dolore per tutti noi! Era davvero una persona di famiglia… solo per dirti, quando nacque mio figlio Alessandra ci regalò un corredo tutto fatto a mano, a uncinetto, da lei stessa!”

Posso capirti, tutti i personaggi che han lavorato con lei e che ho avuto il piacere di intervistare in questi mesi – da Cristina D’Avena a Pietro Ubaldi – hanno sofferto tantissimo per questa enorme perdita…
“Assolutamente, ma resterà per sempre nei nostri cuori!”

Mi collego agli ultimi due tuoi  live cui ho avuto modo di assistere, prima al Como Fun e poi al Gardacon. Il primo con le basi e la seconda con la band I Figli Di Goku… da vecchio metallaro non ti nego che al Gardacon avete fatto faville, con un sound pazzesco! Ma tu che dimensione live preferisci?
“Accidenti e come non potrebbe una bomba con la band dal vivo: con batteria e basso che danno una base ritmica eccezionale, assieme al lavoro di chitarra, è tutta un’altra cosa! E anche il pubblico apprezza tantissimo! Prima di tutto però, voglio precisare che io amo stare sul palco e credo che si sia percepito in tutti questi anni… e piuttosto di non starci, ci salirei pure solo con un ukulele eheh! Ma le basi e la band sono due cose diverse; ad esempio, domani (22 novembre; ndA) saremo a Gamics Cesena e settimana prossima (29 novembre; ndA) invece in un centro commerciale a Conegliano (TV). E in queste due situazioni la cosa migliore sono le basi, anche per il contatto con i ragazzi che vengono a vederci.”

Insomma, a seconda della location ti adatti…
“Esatto, dipende dalla situazione! Però lasciami dire che io sono nato e cresciuto nelle cantine, suonando con la band… senza togliere agli spettacolo con le basi, una band ti dà una propulsione eccezionale dal vivo!”

Entriamo ora nell’ambito giocattoli: so che sei un collezionista di action figures… qual’è la tua preferita?
“Eh ne ho tante e mi piacciono moltissimo, ma non sono esattamente un collezionista. Di preferite ne ho diverse e negli anni me ne hanno regalate un bel pò. In particolare, amo Zoro di ‘One Piece’ e di lui ne ho due bellissime, pazzesche. Due amici che realizzano statue artigianalmente, mi hanno poi regalato un Capitan Harlock e un Vegeta (Dragon Ball) in resina. Capitan Harlock è il mio personaggio preferito dei cartoni dei quali non ho realizzato le sigle! Poi ovviamente ci sono – a parte Zoro – quelle di ‘One Piece’, anime che adoro…”

Hai anche qualche robottone anni 70/80 tipo Bandai o similari?
“Robottoni non ne ho, anche se mi piacciono un sacco e mi piacerebbe iniziare a comprarli radunandone alcuni… solo non posso riempirmi la casa, eheh! Ho invece un Mandaloriano bellissimo, fighissimo; normalmente non mi piace tenere i toys nelle scatole, ma quello l’ho tenuto nella confezione dato che credo sia di inizio anni ’80, un vero pezzo vintage!”

Ci stiamo avvicinando al periodo natalizio e anche a te pongo una domanda che faccio spesso ai nostri ospiti: che giocattoli chiedeva il piccolo Giorgio a Babbo Natale?
“Eh mi piacevano i soldatini, i piccoli aerei e quindi li chiedevo spesso, assieme a cose legate alla musica come chitarrine o microfoni…”

Di fumetti invece sei mai stato appassionato?
“Guarda, mio papà era appassionato di Zagor, Tex e Diabolik mentre io adoravo Topolino, Zagor e Diabolik: Tex però non mi faceva impazzire. Non li leggo più, ma ti posso dire che di Diabolik ne ho letti tantissimi, mi piaceva da morire! Ho ancora oggi alcune copie da collezione”

Giorgio, ma quando ti confronti con tuoi coetanei, magari più inquadrati o “impettiti”, che sembrano aver dimenticato il loro “io bambino”, come ti poni?
“Ho pochi amici “impettiti”, ho tanti amici artisti e se non sono artisti sono molto molto vicini all’arte. Comunque anche quelli ‘impettiti’ hanno capito che rinnegare il loro io bambino è ridicolo. E’ come dire che un guerriero non possa piangere… a mio figlio dicevo – essendo stato sempre affettuoso con lui – “Ma tu lo sai che il vichingo più cattivo e più tremendo, tornava sempre a casa dopo le sue scorribande a riabbracciare la propria famiglia?” Questo lo dicevo anche al mio analista, nei due anni di sedute a causa dell’ansia per un mio vissuto. Aggiungendo poi che io non mi sono mai vergognato delle mie fragilità, del mio essere bimbo. E il mio analista mi rispose che questo è la mia forza! Credimi, una cosa così ti apre davvero la mente!”

“Il nostro essere bimbi, essere empatici, riconoscere le nostre fragilità è la nostra forza, non una debolezza… oramai il ‘machismo’ è una cosa sorpassata, ridicola. Mi capita di vedere nei club o discoteche, quando vado lì a cantare, qualche ragazzo – distaccati dalla massa di fan che son lì a cantare ‘Dragon Ball’ o ‘Pokemon’ – tutti sostenuti e che vogliono fare i fighi con le morose. Ma poi li vedi battere il tempo col piede, eheh! In fondo però li capisco anche, son giovani e vogliono fare i brillanti con le ragazze. Ma davvero, il prototipo di quell’uomo lì duro e puro è ridicolo… anche l’omofobia: ma basta, la tolleranza è una cosa che oramai dovrebbe essere stata assimilata dall’essere umano! La diversità deve essere una risorsa e non considerata un male. Scusa eh, ma quando mi faccio prendere da queste cose qua, inizio a fare i ‘pipponi’, ahah! Più che i Gay Pride, dovrebbero esserci gli Human Pride! Quando conosco una persona mi interessa solo che con me sia gentile, che sia empatica e tollerante, disponibile.”

Condivido ogni tua parola Giorgio e immagino che siano gli stessi valori che hai insegnato ai tuoi figli…
“Ma certo, i miei figli sono cresciuti avendo il valore della gentilezza e del rispetto verso il prossimo. Se poi ad una persona piace il verde o il rosso, a me non interessa! Il fatto che tizio o caio sia omosessuale o meno mi interesserà nel momento in cui mi innamoro di lui/lei. Per il resto, le persone devono essere trattate tutte col medesimo rispetto!”

E senti, qualcosa di nuovo è previsto per il prossimo futuro?
“Guarda, pezzi nuovi ne arriveranno anche, ma il mio ‘brodo’ sono le sigle: è questo mondo ed è il mio futuro! Arriveranno pezzi simili a quelli fatti con DJ Matrix, ma rimango saldamente ancorato a questo mondo, che è la mia vita!”

Grazie di cuore di esser stato con noi Giorgio, la consueta ultima parola è tutta tua!
“Ragazzi, sappiate che la cosa più importante nella vita per Giorgio Vanni è la gentilezza, l’amore per la musica e la famiglia. Ma la gentilezza verso il prossimo è la chiave di tutto, la chiave per vivere bene!”


 

 

 

  • Luca Bernasconi

    Appassionato di toys (japan robot, action figures, LEGO e molto altro) da sempre, ho salutato con favore il crescente interesse del pubblico verso di loro, grazie anche alle nuove release dei giocattoli storici, che da fine anni '90 ha rinvigorito un mercato che sembrava oramai sepolto. Cerco di non perdermi una fiera o un mercatino a tema, luoghi che mi fanno sentire come a casa.

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