
Ci sono attese che durano anni. E poi ci sono quelle che durano una vita.
Per chi è cresciuto negli anni ’80, Masters Of The Universe appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Un universo fatto di eroi, mostri, castelli, spade magiche e battaglie che, da bambini, sembravano più grandi del mondo stesso. Dopo quasi quarant’anni di tentativi, rinvii e progetti mai concretizzati, il ritorno di He-Man sul grande schermo era una sfida enorme. E la prima cosa da dire è che questo film non cerca di cancellare il passato. Al contrario, prova a raccoglierne l’eredità e a trasportarla nel presente.
Eternia è nuovamente tra noi!
Le sue ambientazioni, i suoi personaggi e il suo immaginario fantasy vengono portati sullo schermo con rispetto e con una chiara voglia di omaggiare ciò che ha reso grande il franchise. Chi ha passato l’infanzia tra action figure, mini-comics e pomeriggi davanti ai cartoni animati troverà più di un momento capace di accendere il sorriso.
Naturalmente il film propone anche una visione più moderna dei suoi protagonisti. He-Man non è soltanto forza e muscoli: è un personaggio che cerca il confronto, riflette sulle proprie responsabilità e affronta le situazioni con una sensibilità diversa rispetto a quella che molti ricordano. Una scelta che potrà sorprendere alcuni fan storici, ma che rappresenta chiaramente la direzione narrativa intrapresa dagli autori.
Ma attenzione: questo non significa che l’azione passi in secondo piano.
Quando arriva il momento della battaglia, il film ‘Masters Of The Universe’ sa esattamente cosa vuole essere. Gli scontri sono numerosi, spettacolari e spesso attraversati da quel senso di epicità che ha sempre caratterizzato il mondo di Eternia. Spade che si incrociano, eserciti che si affrontano, duelli tra personaggi iconici e sequenze che restituiscono tutta la grandezza di un universo nato per alimentare la fantasia.
Anche Skeletor convince proprio perché non cerca di essere qualcosa che non è. Questa versione conserva molte delle caratteristiche che hanno reso celebre il personaggio: sarcasmo, teatralità, ironia e una buona dose di perfidia. Un equilibrio che richiama in più occasioni lo spirito della storica serie animata e che riesce a rendere il Signore della Distruzione una presenza costante e divertente senza privarlo della sua pericolosità.
Certo, alcuni personaggi avrebbero meritato maggiore approfondimento e talune dinamiche vengono appena accennate prima di lasciare spazio agli eventi successivi. Tuttavia il film mantiene un buon equilibrio tra spettacolo, avventura e costruzione dei rapporti tra i protagonisti. La vera forza dell’opera sta forse proprio qui: nel tentativo di far convivere due anime diverse. Da una parte il mito che milioni di bambini hanno amato negli anni ’80 e dall’altra la sensibilità di un cinema moderno che cerca di parlare a un pubblico molto più ampio.
I die-hard fan noteranno inoltre l’assenza di alcuni personaggi storici, tanto tra gli eroi quanto tra i villain. Una mancanza che non pesa realmente sull’economia del film, ma che lascia intuire come questo primo capitolo abbia preferito concentrarsi sui protagonisti principali, conservando molte altre carte da giocare per il futuro.
Quello che conta è che il film riesce a farti tornare su Eternia. E quando la spada viene alzata verso il cielo e l’avventura prende il sopravvento, il richiamo della nostalgia fa ancora il suo effetto.
In definitiva: Eternia ci ha aspettati. E noi, non abbiamo mai smesso di aspettare lei!
Un’ultima raccomandazione, anche se oramai lo sapete tutti: rimanete in salta fino all’ultimo secondo, le sorprese (e che sorprese) non mancheranno!

