Il weekend del 17 e 18 ottobre ha portato nuovamente a Lariofiere di Erba (CO), il mondo di Como Fun, manifestazione dedicata a fumetti, videogiochi, cinema, serie TV e cultura pop. Un’edizione che, secondo i dati comunicati dagli organizzatori, ha superato le 22.000 presenze complessive, raggiungendo un nuovo record. A colpire è stata soprattutto la varietà del pubblico: accanto a collezionisti e appassionati di lunga data, tantissime famiglie, ragazzi e giovanissimi hanno animato gli spazi della fiera.
Domenica 18 ottobre, giorno in cui abbiamo presenziato, l’affluenza è stata davvero notevole, con momenti in cui muoversi tra i corridoi e le aree più frequentate non era affatto semplice. Il tempo non è stato sempre clemente e la pioggia ha fatto capolino a più riprese, ma non è bastata a frenare l’entusiasmo dei visitatori. A fare la differenza è stato un programma capace di mettere insieme mondi differenti, dai grandi nomi del cinema e della televisione alla musica dal vivo, passando per le nuove forme di intrattenimento digitale.
Como Fun non è stata soltanto una successione di incontri con ospiti internazionali. Accanto agli appuntamenti principali, la manifestazione ha dato spazio alle tante realtà che compongono il mondo della cultura pop: cosplay, K-pop, contest, videogiochi e wrestling. Il cosplay ha portato tra i visitatori costumi e interpretazioni ispirati a personaggi di anime, fumetti, cinema e videogiochi, trasformando la passione dei partecipanti in un’esperienza da condividere con il pubblico. Spazio anche alla musica e alle coreografie del K-pop, fenomeno che continua a coinvolgere soprattutto le nuove generazioni. A completare il programma sono stati i contest e gli spettacoli dedicati ai diversi interessi del pubblico, con il wrestling a portare in scena la propria miscela di azione, teatralità e intrattenimento. Proprio il mondo della lotta spettacolare sarebbe poi diventato protagonista di un divertente siparietto durante il concerto dei BabyBeard, in un inatteso incontro tra musica e combattimento scenografico. Tra le curiosità presenti in fiera merita una menzione anche la replica della DeLorean di ‘Ritorno Al Futuro’, realizzata da Emmedi Fantech. Un modello curato per richiamare fedelmente la celebre macchina del tempo della saga cinematografica, particolarmente azzeccato in un’edizione che ha ospitato proprio Christopher Lloyd, l’indimenticabile interprete di Doc Brown. Tra gli appuntamenti culturali della manifestazione, degno di nota (soprattutto per noi nerd d’antan!) è stato l’approfondimento dedicato da www.archeologiainformatica.it alla storia della realizzazione dei videogiochi negli anni Ottanta. Un tema stimolante per chi ama il retrogaming, ma anche per chi vuole capire come siano cambiate le tecnologie e le modalità di sviluppo in un settore che oggi coinvolge un pubblico enorme. Guardare alle origini significa riscoprire un periodo nel quale programmare e realizzare un videogioco richiedeva soluzioni creative e risorse molto diverse da quelle attuali. Un plauso ai realizzatori per un progetto capace di attirare l’attenzione degli appassionati e riportare immediatamente alla mente una delle automobili più iconiche della storia del cinema. Il collegamento ai canali social ufficiali di Emmedi Fantech potrà essere aggiunto una volta verificato il profilo corretto.
Ad aprire il racconto degli appuntamenti sul Main Stage sono stati The Rumpled, formazione attiva dal 2018 e impegnata anche in un percorso live internazionale. Il gruppo ha portato sul palco un mix energico di folk e punk rock, sostenuto da una forte attitudine dal vivo e da una notevole capacità di coinvolgere il pubblico. Sin dalla opener ‘Highways & Hangovers’ la sensazione è stata quella di trovarsi davanti a una band giovane, ma già preparata e consapevole delle proprie potenzialità. Non soltanto musicisti capaci, ma anche ottimi intrattenitori: la presenza scenica e il ritmo dello spettacolo hanno contribuito a rendere l’esibizione particolarmente vivace da pezzi come ‘Thousand Fists’ passando per ‘Before The Fall’ sino a ‘You Get Me So High’. La formazione ha attraversato cambiamenti recenti, con Jack alla voce e il batterista Chris entrato da poche settimane, ma l’energia non è mancata. Il risultato è stato un concerto convincente, capace di lasciare la voglia di approfondire il progetto e seguirne gli sviluppi futuri. Un nome da tenere d’occhio per chi ama le contaminazioni musicali e i live in cui la componente folk incontra un’attitudine punk senza troppi fronzoli. Un’apertura che ha dato subito una bella carica al programma musicale della manifestazione.
Tra gli ospiti più attesi e significativi di Como Fun c’è stato senza dubbio Christopher Lloyd, attore che ha attraversato generazioni di spettatori lasciando il segno in film e serie televisive entrati nell’immaginario collettivo. Per moltissimi fan il pensiero corre immediatamente a Doc Emmett Brown, lo scienziato geniale e imprevedibile della trilogia di ‘Ritorno Al Futuro’. Ma la carriera di Lloyd va ben oltre la saga con Michael J. Fox: da ‘Taxi’ a ‘La famiglia Addams’, passando per ‘Chi ha incastrato Roger Rabbit?’, il suo percorso è costellato di personaggi memorabili. Durante l’incontro sul palco, l’attore ha ripercorso diversi momenti della propria carriera, soffermandosi anche sugli inizi teatrali a New York e sulle esperienze che lo hanno accompagnato nel corso degli anni. Un’occasione per guardare oltre i ruoli più celebri e conoscere qualcosa in più del percorso professionale di un interprete dalla personalità inconfondibile. Tra i lavori più recenti è stato ricordato anche il suo coinvolgimento in ‘Mercoledì’, la serie Netflix che ha contribuito a far conoscere il suo volto a una nuova generazione di spettatori e l’annunnucio del suo libro ‘In My Own Time: A Memoir’, in uscita nelle prossime settimane. Un ulteriore esempio di come Lloyd continui a essere presente nell’intrattenimento contemporaneo, senza perdere il legame con i personaggi che lo hanno reso celebre. Per chi scrive, trovarsi a pochi metri da un artista di questo calibro è stato uno dei momenti più emozionanti dell’intera manifestazione. Ci sono ospiti che si incontrano per lavoro e altri che, per il peso che hanno avuto nella propria storia di spettatore, regalano qualcosa di speciale. Christopher Lloyd appartiene decisamente alla seconda categoria. Una presenza che ha rappresentato uno dei grandi motivi d’interesse di questa edizione e un’occasione preziosa per celebrare una carriera che continua a parlare a pubblici di età differenti.
Altro protagonista molto atteso è stato Tom Welling, entrato nel cuore del pubblico grazie al ruolo di Clark Kent in ‘Smallville’, la serie che ha raccontato la giovinezza del futuro Superman per dieci stagioni. L’incontro ha confermato quanto lo show sia ancora amato: le domande dei fan e gli aneddoti legati alla lavorazione hanno riportato il pubblico negli anni in cui le avventure del giovane Clark tenevano incollati allo schermo milioni di spettatori. Anche oggi, tra repliche e piattaforme streaming, ‘Smallville’ continua a trovare nuovi appassionati e a conservare un posto speciale nella memoria di chi l’ha seguita fin dagli esordi. Nel corso della chiacchierata si è parlato anche di ‘Lucifer’, altra serie nella quale Welling ha lasciato il segno interpretando Marcus Pierce, personaggio legato alla figura di Caino. È emerso inoltre il buon rapporto con Tom Ellis, protagonista dello show, aggiungendo una nota personale al racconto della sua esperienza televisiva. Un incontro piacevole, capace di alternare ricordi professionali e dialogo con il pubblico. Per gli appassionati, la possibilità di ascoltare direttamente l’attore e portarsi a casa una fotografia ricordo ha rappresentato un altro bel momento di questa edizione.
Tra gli ospiti capaci di attirare soprattutto il pubblico più giovane c’è stato Lollo Lacustre, creator legato al mondo del gaming e di ‘Minecraft’. La sua presenza ha mostrato quanto la cultura pop contemporanea non passi più soltanto da cinema, fumetti e televisione, ma anche dai creator seguiti quotidianamente sulle piattaforme digitali. Il suo incontro ha richiamato molti giovanissimi, che hanno continuato a seguirlo anche al termine dell’appuntamento sul palco. Un’immagine significativa, che racconta meglio di tante statistiche il rapporto diretto tra questi personaggi e il loro pubblico. Nel corso della chiacchierata sono emersi anche aspetti meno scontati dei suoi interessi personali: dai ricordi d’infanzia alla passione per ‘Dylan Dog’, fino all’interesse per la poesia e per autori come Eugenio Montale. Una combinazione curiosa, che mostra come dietro un’attività legata al gaming possano convivere passioni e riferimenti culturali molto diversi. Un appuntamento forse distante dai gusti dei collezionisti più tradizionali, ma importante per comprendere la varietà del pubblico che oggi frequenta manifestazioni come Como Fun. E la partecipazione dei giovanissimi ha dimostrato quanto questo tipo di incontri sia ormai parte integrante delle fiere dedicate alla cultura pop.
Decisamente particolare l’esibizione dei Baby Beard, progetto che unisce l’immaginario coloratissimo del pop giapponese a sonorità metal e vocalità decisamente più aggressive. Al centro c’è Ladybeard, artista australiano noto per il suo look vistoso e per il contrasto tra l’estetica da idol e il growl di matrice metal, affiancato da due componenti giapponesi. Il risultato è uno spettacolo volutamente sopra le righe, costruito sul contrasto tra costumi da bambola, colori accesi e momenti musicali che possono diventare sorprendentemente pesanti. Una combinazione insolita, capace di attirare l’attenzione proprio grazie alla sua natura imprevedibile. A rendere il concerto ancora più memorabile ci ha pensato il siparietto con il wrestling. Un lottatore si è inserito scenograficamente nello spettacolo, dando vita a una piccola scena d’azione tra palco e pubblico, fino all’intervento di due ragazze che sono arrivate a fermare l’intruso. Un momento divertente che ha trasformato per qualche minuto l’esibizione in un crossover inatteso. I Baby Beard non sono certo una proposta convenzionale, e probabilmente è proprio questo il loro punto di forza: un concentrato di ironia, musica e immaginario giapponese che non passa inosservato. Una performance che ha aggiunto al Main Stage un tocco decisamente diverso rispetto agli altri appuntamenti.
A chiudere il programma sul Main Stage è arrivato Giorgio Vanni, uno dei nomi più amati da chi è cresciuto con le sigle dei cartoni animati tra gli anni Novanta e i Duemila. Il suo spettacolo ha riproposto una formula ormai collaudata, sulla scia di quanto visto anche in occasione di MegaCon Torino: una scaletta di brani capaci di riaccendere immediatamente i ricordi, tra eroi, avventure animate e ritornelli che il pubblico conosce praticamente a memoria. L’apertura con ‘He-Man And The Masters Of The Universe’ ha subito dato il via alla festa, seguita da altri classici e richiami a personaggi amatissimi, tra cui ‘Conan’ e ‘Hulk’. Tra i momenti più coinvolgenti si sono distinti anche ‘Supereroi’ e ‘Toon Tunz’, accolto con grande entusiasmo e ballato da tanti presenti nonostante la pioggia. Proprio il meteo ha reso ancora più significativo il finale: il pubblico non si è lasciato scoraggiare e ha continuato a partecipare, cantando e muovendosi sulle note del Capitano. Una dimostrazione di quanto le sigle di Giorgio Vanni siano riuscite a superare il confine della semplice nostalgia, diventando una colonna sonora condivisa da più generazioni. Un finale solido e divertente, che ha chiuso il programma con l’energia giusta e ha confermato il legame speciale tra il cantante e il pubblico delle manifestazioni dedicate alla cultura pop.
L’edizione autunnale 2026 di Como Fun si chiude con un bilancio decisamente positivo e con oltre 22.000 presenze dichiarate da Hidden Door Events. I grandi ospiti hanno rappresentato un richiamo importante, ma a fare la differenza è stata anche la capacità di mettere insieme linguaggi e passioni diverse: cinema, serie TV, videogiochi, cosplay, musica, cultura digitale e spettacolo dal vivo. Anche con una domenica segnata dalla pioggia, il pubblico ha risposto con una partecipazione notevole. E forse è proprio questo il dato più significativo: Como Fun non è soltanto un luogo in cui incontrare i propri idoli o cercare un pezzo da collezione, ma uno spazio in cui generazioni differenti possono condividere passioni, scoprire nuovi interessi e vivere insieme un fine settimana fuori dall’ordinario.
Per noialtri, il bilancio è quello di una manifestazione ricca di spunti, incontri e momenti da raccontare. E con una DeLorean pronta a ricordarci che, quando si parla di cultura pop, il viaggio nei ricordi è sempre dietro l’angolo. Ci vediamo alla Spring Edition, Toys Army 1999 ci sarà!











































































