Milano Comics&Games è anche questo: incontrare persone che, in modi diversi, hanno attraversato la cultura pop e sono finite inevitabilmente dentro i nostri ricordi. Cinzia De Carolis appartiene a pieno titolo a questa categoria. Attrice e doppiatrice, con una carriera costruita tra cinema, televisione e animazione, Cinzia ha dato vita a personaggi rimasti impressi nell’immaginario di più generazioni. ‘Lady Oscar’ è naturalmente uno di questi, ma soffermarsi soltanto a Oscar significherebbe raccontarne solo una parte.
Abbiamo quindi approfittato del suo incontro con il pubblico di Milano Comics&Games per fare un viaggio attraverso la sua carriera, i personaggi, i ricordi, il lavoro del doppiaggio e anche qualche curiosità più personale. Una chiacchierata nello spirito di Toys Army 1999 tra passato, presente e quelle passioni che continuano a legare generazioni diverse.

Ciao Cinzia e benvenuta sulle nostre pagine digitali! Partiamo proprio da ‘Lady Oscar’, un personaggio che per generazioni di italiani ha avuto la tua voce: quando hai scoperto che sarebbe rimasta così profondamente legata a un personaggio diventato un’icona?
“Già dopo pochi anni capii che Oscar era rimasta nel cuore di tante persone e anche nel mio, ovviamente. Ora, a distanza di decenni, vedo lo stesso affetto e ti dico anche da parte di giovanissimi, non solo da parte di chi vide il cartone negli anni ’80… e questo mi rende felicissima, perchè anch’io voglio loro un bene incredibile, proprio come loro ne vogliono a me!”
Oggi sul palco hai potuto rivivere diversi personaggi interpretati nella tua carriera di doppiatrice…
“Mi sono emozionata tantissimo, riascoltando cose che non sentivo da molto tempo! E come ho detto sul palco, ero emozionata non perchè sentivo la mia voce – d’altronde faccio questo lavoro da sempre – ma ero emozionata vedendo quelle particolari scene di Lady Oscar, forse perchè le vedevo “da fuori”… non so se capisci quello che intendo!”
Perfettamente! Senti, ma qual’è il personaggio del cartone con cui andresti fuori a cena, ma anche solo per una chiacchierata?
“Forse proprio Oscar, eheh!”
A quale dei personaggi da te doppiati sei più legata, a parte ovviamente l’eroina francese…
“Ho notato con immenso piacere che quando sono arrivate particolari scene, il pubblico ha fatto una vera ovazione, al livello di quelle con protagonista Oscar! Ad esempio quando sono passate quelle con Gale Weathers di ‘Scream’ o con la nonnina di ‘Young Sheldon’: quest’ultima per me un personaggio davvero adorabile… e mi è spiaciuto davvero tanto che le stagioni della serie siano finite!”
Il doppiaggio è un lavoro in cui devi riuscire a entrare nel personaggio attraverso la voce, senza avere il tempo di costruirlo come farebbe un attore sul set. Qual è il personaggio che ti ha messo maggiormente alla prova?
“In realtà non ce ne sono stati, perchè quando vado a fare dei turni per un cartone o un film – bello o meno bello che sia – mi impersono praticamente da subito, dopodichè me lo faccio scivolare via. Inoltre abbiamo la possibilità di vedere e rivedere l’originale, cerchiamo di capire com’è il personaggio e soprattutto abbiamo un direttore di doppiaggio alle spalle – una figura fondamentale – che ce lo spiega. Anch’io ho fatto direzione ed è importante che il direttore segua tutto il lavoro, sia per una serie o per un film, proprio per aiutare il doppiatore al leggìo.”
Non tutti sanno che hai interpretato la bella di giorno Marietta nel film ‘Gigi Il Bullo’… che ricordo hai di Alvaro Vitali, scomparso a giugno dello scorso anno?
“Eh sono passati tantissimi anni, ma di lui ho un ricordo bello, di una persona affabile e simpatica. Però oltre quella scena non abbiamo interagito molto, quindi non ho particolari aneddoti da raccontare…”
Entriamo nell’area di nostra competenza: mai stata una appassionata di giocattoli, fumetti, cartoni animati o videogiochi?
“Ti dirò: dei videogames a cui giocavo con il MegaDrive ricordo SuperMario, Sonic e poi su altre consolle ‘Kingdom Hearts’. Circa i fumetti, l’unico che leggevo quando ero piccola era ‘Diabolik’ e poi forse ‘L’Intrepido’. Per quanto riguarda i giocattoli, avendo due fratelli maschi, giocavo non tanto con le bambole ma con soldatini e pistole!”

Se potessi incontrare la Cinzia bambina, le consiglieresti questa carriera o la indirizzeresti verso altre scelte?
“Sicuramente le consiglierei di intraprendere nuovamente questo viaggio perchè è stato bellissimo, però altrettanto sicuramente le direi di fare altre scelte, di cui però non mi va di parlare…”
Hai ricordo particolarmente divertente in sala di doppiaggio?
“Ti dico la verità, ce ne sono stati sicuramente parecchi, ma così su due piedi proprio non ne ricordo uno in particolare…”
E un personaggio che avresti voluto doppiare, ma che – per una cosa o quell’altra – non sei riuscita a far tuo?
“In effetti c’è stata qualche attrice che avrei avuto piacere di doppiare, così come qualche cartone, anche a livello di direzione… ma son cose che tengo dentro di me!”
Se non sbaglio, i tuoi figli Lorenzo e Daniele sono anche loro in questo mondo…
“Esatto! Daniele è il più grande perchè ha quarant’anni e fa l’adattatore/dialoghista, dopo esser stato anche lui doppiatore… Lorenzo invece ha ventotto anni e fa il doppiatore, magistralmente aggiungo. Non lo dico perchè è mio figlio, ma è eccezionale!”
Hai doppiato Gale Weathers nella saga di ‘Scream’ e quando intervistai Laura Lenghi (Sidney Prescott), mi parlò in modo entusiasta di Carlo Valli che da la voce a Ghostface… confermi anche tu?
“Assolutamente, anch’io posso dire solo un gran bene di Carlo. Purtroppo non ci vediamo molto spesso, ma abbiamo lavorato tanto assieme, anche quando mi è capitato di essere io alla direzione e lui in veste di doppiatore. Un professionista vero e una persona carinissima, di gran cuore!”
Dopo una estenuante giornata in sala doppiaggio, torni a casa: qual’è il piatto che ti rimette in pace col mondo?
“Ahah non ho dubbi: certamente spaghetti aglio, olio e peroncino!”
Lascio a te l’ultima parola, Cinzia…
“Un saluto a tutti i lettori di Toys Army 1999, un bacio grandissimo e speriamo di incontrarci presto!”

