Steva è la frontwoman dei Deathless Legacy, band italiana che ha fatto dell’unione tra metal, horror e teatralità il proprio marchio di fabbrica. Una band capace di trasformare ogni concerto in un vero spettacolo, fatto di musica, atmosfere oscure e un immaginario che sembra uscito direttamente da un film horror. Ma dietro il personaggio e il palco c’è anche una Steva profondamente legata a quelle passioni che noi di Toys Army 1999 conosciamo bene: cinema, videogiochi, cartoni animati, giocattoli e cultura nerd. È proprio per questo che abbiamo deciso di portarla fuori dal palco, per scoprire i suoi ricordi d’infanzia, le sue passioni geek ma anche qualcosa in più sulla sua carriera musicale.

Per chi ancora non conoscesse i Deathless Legacy, come presenteresti la band e il vostro particolare mix di metal, horror e teatralità?
“È difficile descriversi da soli. Diciamo che, sin dagli albori, abbiamo sempre voluto offrire un’esperienza che non fosse soltanto musicale, ma a tutto tondo. Da qui la componente teatrale, volta all’horror e al teatro panico, degli spettacoli dal vivo, fino all’uscita di libri per accompagnare ogni album.”
Come è nata la tua passione per la musica e quali sono stati gli artisti o gli album che hanno maggiormente influenzato il tuo percorso?
“Si può dire che sono figlia d’arte, mio padre è un oboista, ha suonato anche in Arena ed è un chitarrista da tutta la vita. E’ stato il chitarrista di Mia Martini, ha iniziato a suonare blues e rock a Firenze quando aveva 13 anni (ora ne ha 73). Quindi, in qualche modo, ci sono nata dentro. Direi che lui mi ha influenzata moltissimo!”
I vostri concerti sono veri e propri spettacoli. Quanto lavoro c’è dietro i vostri show? Lasciate mai spazio all’improvvisazione?
“Programmiamo tutto quanto! Ma poi lasciamo che le cose – se devono evolversi spontaneamente – lo facciano attraverso l’improvvisazione, quello sì.”
Nel corso degli anni avete costruito un’identità molto forte e riconoscibile. Qual è stata, secondo te, la tappa più importante della vostra carriera?
“Io penso che il 7000Tons Of Metal 2023 sia stata la più importante, forse anche più del Wacken 2015, perché eravamo ancora troppo ‘freschi’ per un’esperienza del genere. Che comunque rimarrà nel nostro cuore per sempre!”
C’è un album, una canzone o un momento della storia dei Deathless Legacy a cui sei particolarmente legata?
“Sono indecisa tra ‘Mater Larvarum’ e ’Sanctified’… entrambi mi hanno permesso di esprimermi in momenti estremamente duri della mia vita e di non lasciare il dolore lì, fermo a ristagnare nell’anima.”
Il vostro immaginario è fortemente legato all’horror: quali sono i film, i personaggi o i registi che hanno influenzato maggiormente la tua fantasia e la vostra estetica?
“Mio padre, oltre a essere tutta quella roba che ho detto sopra, mi ha introdotta anche al mondo degli horror. Da piccola, di nascosto da mia madre, mi fece vedere ‘Zombie’ di Romero, a un’età non consona. A questo punto, però, non so dirti se non fosse consona perché fossi troppo piccola per non avere il terrore degli zombie, o se è perché è da lì che è nato tutto. So solo che con quel film, mi sono appassionata di libri horror, dai ‘Piccoli Brividi’ a tutto ciò che concernesse misteri, alieni e soprannaturale, che mi hanno accompagnato per tutta la vita.”
Guardando al futuro, quali sono i prossimi progetti dei Deathless Legacy e c’è ancora qualche sogno musicale che vorresti realizzare?
“Di sogni musicali ce ne sono tanti, sì. Però, riuscire a suonare e incontrare ogni volta persone felici, che cantano le nostre canzoni e che si divertono insieme a noi, è un sogno che si avvera ogni volta che suoniamo. Ovviamente, sui prossimi progetti, non posso dire niente.”

Facciamo ora un salto indietro nel tempo: che bambina eri? Quali erano i tuoi giocattoli preferiti e con cosa passavi i pomeriggi?
“Ero ossessionata dai peluche e ne avevo davvero tanti, amavo leggere, disegnare, inventavo storie che scrivevo sulla vecchia macchina da scrivere di mia madre. Si potrebbe già intuire dal mio look, ma non sono mai stata una tipa da bambole. Poi (sì, sempre lui) mio padre, nerd e smanettone sin dall’esordio dei primi computer, mi ha introdotto a ‘Quake’ e ‘Doom’… figurati che li giocavamo su Mac, negli anni ‘90. Con l’uscita della PlayStation 1, passavo molto tempo a giocare a ‘Medieval’, ‘Spyro’, ‘Crash’… con ‘Tekken 3’ l’ho fusa, da quanto tempo ci passavo!”
C’è un giocattolo della tua infanzia che conservi ancora oggi, oppure uno che vorresti assolutamente ritrovare?
“Mi ricordo un peluche di Simba de ‘Il Re Leone’ al quale ero estremamente legata.”
Quali erano i tuoi cartoni animati preferiti? Ce n’è qualcuno che ancora oggi riguarderesti volentieri?
“Ero fissata con ‘L’Uomo Tigre’, ‘Ranma 1/2’, ‘Batman’, ‘X-Man’. Quando sono usciti i Pokémon, sono diventata ossessionata da loro. Ma adoravo anche moltissimo ‘Sailor Moon’. Diciamo che i cartoni animati li ho sempre guardati un pò tutti, erano un appuntamento del mattino e del pomeriggio abbastanza fisso.”
Sei appassionata di videogiochi, fumetti, action figure o collezionismo? Insomma, quanto è “nerd” Steva nella vita di tutti i giorni?
“Sono molto, molto, molto nerd. Amo gli FPS, ero tra le italiane più forti di ‘Quake Live IFT’ fino a qualche anno fa, addirittura ero admin di un server col quale organizzavamo periodicamente tornei, avevamo clan. Ho quasi 3700 ore di gioco, non penso sia da aggiungere di più. Le uniche action figure che ho sono di ‘Doom’, perché sono veramente innamorata di quel gioco e del suo universo, l’altra mia ossessione è ‘Hollow Knight’. Come collezioni, direi che sono più che altro per libri.”
Se potessi entrare per 24 ore nell’universo di un film, di un videogioco o di un fumetto, quale sceglieresti?
“Mi sa che sarà scontata la mia risposta, ma direi ‘Doom’.”
Hai – per magia – la possibilità di entrare in un negozio di giocattoli degli anni ’80 e puoi portarti a casa nel 2026 un solo pezzo: cosa sceglieresti?
“Non è degli anni ’80, ma degli anni ’90: avrei sempre voluto ‘La Fabbrica dei Mostri’!”
Se potessi trasformare una grande icona nerd/horror in uno spettacolo dei Deathless Legacy, quale sceglieresti e come lo metteresti in scena?
“Sono veramente molto monotona, ma il Doom Guy sarebbe uno spettacolo esagerato. Con l’Inferno abbiamo già a che fare, ci starebbe bene lui a fare a pezzi qualche Cacodemone sul palco!”
Domanda che facciam sempre ai nostri ospiti: qual’è la pietanza a cui non rinunceresti mai?
“La pasta. Anche in bianco, solo con l’olio, ma io ho bisogno di pasta per essere felice nella vita (questo è un messaggio subliminale per la mia nutrizionista).”
A te la consueta ultima parola…
“Grazie per questa bella chiacchierata, Luca. E ricordiamoci sempre: Rip and tear… until it is done.”

