Se siete cresciuti a pane, cartoni animati e tazze di cioccolata, questa intervista cambierà la vostra giornata. Oggi facciamo un salto temporale dritti negli anni ’80 e ’90 insieme a tre volti che hanno ridefinito il concetto di pomeriggio televisivo. Sono stati i nostri babysitter, i nostri complici di giochi e i custodi dei nostri ricordi più belli. Diamo il benvenuto a Carlotta Brambilla Pisoni, Roberto Ceriotti e Debora Magnaghi: un pezzo fondamentale della storia, del cuore e dell’anima di Bim Bum Bam. Con loro riscopriamo la magia di una televisione pura che, insieme al mitico pupazzo rosa Uan, ha fatto sognare intere generazioni.

Ciao Carlotta, Debora e Roberto e benvenuti a Toys Army 1999… siete reduci da un incredibile bagno di folla al Milano Comics&Games: come vi sentite ad essere dopo tutti questi anni dei paladini di almeno tre generazioni di fan?
“(Carlotta Brambilla Pisoni) Beh, è un effetto incredibile sapere che dopo tutti questi anni siamo così ben voluti dalla gente e che abbiamo lasciato un ricordo davvero speciale! Si sa che l’infanzia è un periodo speciale della nostra vita e quindi aver fatto parte dell’infanzia di tantissimi di voi, chiaramente oggi lascia questo ricordo indelebile in ognuno di noi. E rivedere questo affetto dopo così tanto tempo è sicuramente emozionante!”
“(Roberto Ceriotti) Ciao a tutti gli amici di Toys Army 1999. E’ sempre un piacere incontrare chi ci seguiva ormai tanti anni fa e scoprire che conservano bellissimi ricordi. Ci rende orgogliosi per ciò che abbiamo fatto e sinceramente stupisce molto, perché allora non potevamo immaginare di rimanere nel cuore dei telespettatori per così tanto tempo.”
“(Debora Magnaghi) Tre generazioni??? Beh, mi fa sentire piuttosto vecchia, ahahah.. no, a parte gli scherzi, mi fa ovviamente piacere far parte dei ricordi di così tante persone e lo capisco quando le incontro, quando mi dicono che con il nostro programma hanno vissuto momenti di divertimento e non solo! Molti mi raccontano particolari di grandi emozioni legate a noi e alla loro infanzia… qualche volta mi fanno pure commuovere! Cosa può esserci di più bello e gratificante!”

Bim Bum Bam fu creato nell’81 dall’indimenticata Alessandra Valeri Manera. Un vostro pensiero su di lei…
“(RB) Ho un ricordo bellissimo di Alessandra. Mi ha insegnato molto e mi ha sempre dato grande fiducia. Il giorno in cui ci ha comunicato che avrebbe lasciato l’azienda per me è stato un colpo al cuore. Non mi faceva uscire dal suo ufficio perché voleva che prima smettessi di piangere. Una grande persona.”
“(CBP) Alesssandra è stata per me un punto di riferimento, un inizio di un lavoro importante che mi ha portato oggi a più di sessant’anni ad essere ancora ricordata come un personaggio iconico. Quindi per me è stata una persona davvero importante, perché al di là del lavoro mi ha aiutata in un momento particolarmente difficile della mia vita… posso perciò avere dei ricordi estremamente positivi!”
“(DM) Alessandra me la ricordo come una sorta di sorella maggiore. Se penso che all’epoca avevamo solo quattordici anni di differenza, mi fa un certo effetto. Era una donna tosta e determinata, sapeva quello che voleva dal programma, desiderava una TV semplice e pulita ed era importante che fossimo sempre preparati… Ha creduto in me, sia come doppiatrice che come conduttrice, non posso far altro che esserle riconoscente principalmente per aver realizzato il mio sogno di diventare doppiatrice.”

Vi chiedo anche un ricordo di Giancarlo Muratori, storica voce di Uan e scomparso giovanissimo…
“(RC) Giancarlo e Carlotta mi accolsero alla grande quando entrai a far parte di Bim Bum Bam. Giancarlo, oltre ad essere un grande attore e doppiatore, era anche una persona splendida. Anche per lui il mio ricordo è bellissimo.”
“(CB) Giancarlo Muratori non è stato soltanto un compagno di lavoro e un mentore, ma anche un grande amico. Di Giancarlo ho un ricordo estremamente commovente e ci sono delle volte che ancora sento la sua presenza e il suo abbraccio. Ne sono stata anche un po’ metaforicamente innamorata!”

Carlotta, hai condotto per un anno Bim Bum Bam assieme al mitico Paolo Bonolis: che ricordo hai di lui?
“Con Paolo ho iniziato il mio percorso lavorativo più importante, quello di Bim Bum Bam. Con lui non ho stretto un rapporto speciale, però sicuramente l’ho ammirato tantissimo, perchè da lui ho cercato di prendere quel poco che ho imparato… Paolo era infatti anni luce davanti a me! E’ stato un anno un po’ complicato perché io iniziavo e lui era già ‘Paolo Bonolis’… non ho un ricordo particolarmente speciale, ma dal punto di vista lavorativo è stato un grande e lo è tutt’ora.”

Debora, non possiamo non ricordare che nel tuo lavoro di doppiatrice, partito dando voce alla mitica Memole… A quale altro personaggio che hai doppiato sei più legata (non solo anime)?
“Sono legata a tutti i personaggi che ho doppiato, principalmente a quelli che hanno avuto un percorso più lungo rispetto ad altri. Mi viene in mente Ran di ‘Detective Conan’ a cui ho prestato la voce per più di vent’anni. Chiaramente non ho doppiato solo anime ma anche film, telefilm e reality, insomma di tutto e di più. Tutto quello che ho doppiato fa parte dei miei ricordi, fra i più recenti ‘Platonic’ dove ho doppiato la mitica Rose Byrne, oppure ‘Missing’ dove ho avuto l’onore di condividere la sala con colleghe di enorme bravura come Loredana Nicosia e Stefania Patruno. Tutte le opportunità che ho avuto di esprimere le tante sfumature interpretative mi hanno regalato emozioni e soddisfazioni.”

Carlotta assieme a Debora siete state nel cast (come Hildegard e Mary) dei telefilm dedicati a Licia. Che ricordi avete di quel periodo e del set?
“(DM) Interpretare Hildegard nella versione umana di ‘Kiss Me Licia’ mi ha dato l’occasione di cimentarmi per la prima volta nelle vesti di attrice in carne e ossa. È stato emotivamente impegnativo ma credo di essere riuscita a dare qualcosa di mio al personaggio. Il clima sul set era goliardico, soprattutto nelle scene con Salvatore Landolina che interpretava Marrabbio. Ero una bimba molto curiosa e attenta e cercavo di carpire e “rubare” il mestiere da chi, quel mestiere, lo faceva da tanto tempo.”
“(CBP) L’inizio della mia “carriera televisiva” è stata proprio con le quattro serie dedicate al mondo di Licia, quindi posso averne solo un ricordo bellissimo. E’ stata più di una avventura lavorativa, è stato un gioco: eravamo tutti ragazzi impreparati a quello che sarebbe diventato un grande successo!”

Emanuela Pacotto nella nostra recente chiacchierata mi ha parlato di scene da delirio quando i Bee Hive registravano le esterne… anche voi avevate l’assedio dei fan?
“(DM) Nel periodo in cui conducevo i programmi per ragazzi mi riconoscevano per strada. Mi chiedevano l’autografo e, soprattutto le mamme, mi ringraziavano perché potevano lasciare i propri figli davanti alla TV in tutta tranquillità, era un modo per far passar loro un paio d’ore di gioia e di puro divertimento. Ovviamente questo è sempre stato motivo di grande orgoglio per me e i miei colleghi.”

Roberto, fosti tu a sostituire Paolo: ricordi le emozioni del primo giorno in studio?
“Prima di approdare a Bim Bum Bam recitavo a teatro e studiavo giurisprudenza, quindi non avevo tempo di guardare la tv. Certo conoscevo l’esistenza di Bim Bum Bam e avevo sentito parlare di Paolo Bonolis ma il programma non l’avevo mai visto. Questa fu una fortuna perché non conoscendo l’importanza del programma e il peso specifico che Paolo aveva all’interno della trasmissione affrontai il tutto a cuor leggero. Mi accorsi strada facendo della realtà nella quale ero stato catapultato. Quindi certo, l’emozione c’era ma non sentii il peso della responsabilità. E, oltre a Carlotta e a Giancarlo, anche Paolo fu fantastico perché mi raccontò molto delle dinamiche di Bim Bum Bam.”

Oltre ad essere stato conduttore televisivo, sei anche un attore e hai partecipato tra fine anni 70 e primi 80 a diverse pièce teatrali, facendo parte della compagnia stabile del teatro San Calimero in Milano del grande Piero Mazzarella. Ti manca il teatro?
“Ci tengo a precisare che prima di far parte della compagnia stabile di Piero Mazzarella ho lavorato per la compagnia stabile del teatro Gerolamo il cui direttore era Umberto Simonetta, grande autore teatrale e televisivo nonché autore della maggior parte dei testi di Giorgio Gaber. Di entrambe le esperienze – undici anni in tutto – ho ricordi meravigliosi.  Sì, il teatro mi manca. Purtroppo però è ormai poco considerato.”

Senti, ma da chi partì l’idea del leggendario BatRoberto?
“Fu una geniale intuizione di Daniele Demma, anche lui grande attore e doppiatore. Nella trasmissione doppiava Ambrogio. Quando la propose sia Carlotta che al sottoscritto ci innamorammo dei personaggi e interpretarli ci divertiva moltissimo. Credo che il segreto di tanto successo di BatRoberto sia stato proprio questo: siamo riusciti a trasferire il divertimento al di là dello schermo.”

Com’eravate da piccoli e quali i vostri giocattoli prediletti?
“(RC) Da piccolo avevo la fortuna di avere l’oratorio sotto casa. I miei pomeriggi li passavo interamente all’aria aperta praticando tutti gli sport possibili e immaginabili. Chiaramente avevo anche giocattoli. I miei preferiti erano i soldatini, soprattutto indiani e cow boys con i quali inventavo storie ambientate nel far west o riproducevo le scene di Tex, che leggevo grazie alla passione di mio papà per quel fumetto. Anche Big Jim mi piaceva.”
“(DM) Ero una bambina molto timida ma ho avuto la fortuna di crescere in un quartiere dove si poteva giocare all’ aperto tutti i pomeriggi. Avevo tanti amici e i nostri giochi erano il pallone, l’elastico, i gessetti per disegnare “il mondo”, i tappi delle bottiglie per fare gare su percorsi che creavamo noi. E poi per diversi anni mi sono cimentata nel tennis perché ero grande fan di ‘Jenny La Tennista’!”
“(CBP)
Da piccola? Beh da piccola ero una monella eheh… lo sono stata per tanti anni, nel senso che sono sempre stata un Giamburrasca, quella che si buttava in tutto ciò che era avventura. Negli anni sono un po’ cambiata, ma quella mia parte un po’ ribelle, ogni tanto emerge ancora!”

Durante la talk da Milano C&G avete ammesso di non essere dei collezionisti.. ma davvero davvero?
“(RC) Ebbene sì, lo ammetto.”
“(DM) Ribadisco che non sono mai stata una grande collezionista… ho sicuramente fatto una raccolta di tutto quello che riguardava ‘Lady Oscar’ perché ero una sua grandissima fan. E poi leggevo saltuariamente Topolino e Dylan Dog, ma non so se questo vale per essere considerata un’appassionata di fumetti.”
“(CBP) Verissimo, non ero una collezionista e non lo sono tutt’ora, anche se c’è stato un momento in cui i puffi mi piacevano particolarmente; soprattutto perché piacevano ai miei bambini… io poi facevo ancora Bim Bum Bam e quindi qualche puffo è entrato in casa, dai!”

Ma i cartoon che presentavate a Bim Bum Bam li vedevate?
“(RC) Non li vedevamo perché a quell’ora eravamo in studio a registrare altre puntate. Però ci sono dei cartoni che preferivo e sono ‘Lupin III’ e ‘Taz Mania’.”
“(DM) Negli anni in cui ho condotto Bim Bum Bam era impossibile guardare i cartoni animati in onda all’interno del programma. Lavoravamo molto, tutti i giorni e non c’ era mai occasione di poterli guardare proprio perché eravamo impegnati nella realizzazione del programma.”
“(CBP) Non ho mai avuto un particolare cartone animato che prediligevo, però diciamo che Lady Oscar era uno dei miei preferiti!”

E i videogames? Vi hanno mai appassionato?
“(RC) I videogames della mia epoca erano quelli che si trovavano nelle sale giochi. Quello che più mi ricordo è ‘Space Invaders’. Ora gioco con mio figlio quindicenne a ‘Gran Turismo’ o ‘NBA’.”
“(DM) Per quello che riguarda i videogiochi, ne ho doppiati parecchi ma non ho mai avuto l’occasione di giocarci. Un breve approccio l’ho avuto con i primissimi, quelli in stile ‘cookie mama’ ma niente di particolarmente interessante.”

Quali sono i vostri progetti nell’immediato futuro?
” (RC) Ormai da anni sono consulente per una società che si occupa di efficienza energetica per aziende. Mi trovo molto bene e mi piace il settore. Ma il mestiere dell’attore rimane sempre nel DNA… e anche nel cuore. Quindi mai dire mai.”
“(DM) I miei progetti per il futuro sono legati a quello che il destino mi vorrà regalare. Faccio il mio lavoro ancora con grande piacere e passione e ogni progetto a cui partecipo lo affronto con la massima cura. Ora sono impegnata nella direzione di diversi prodotti ma stare in sala, doppiare, è la cosa che amo di più!”
“(CBP) Progetti per il futuro? Il mio motto è sempre stato lasciare che sia il destino a scegliere per te. Quindi ancora oggi mi affido a quello che l’ universo avrà in serbo per me… Continuo seriamente a lavorare e portare a termine i miei lavori e poi…. chissà… ho qualche sogno nel cassetto e magari prima o poi si aprirà!” 

Siete tre milanesi doc come il mitico Pietro Ubaldi: il vostro piatto preferito della cucina meneghina?
“(RC) Facile: el risott con l’oss büs.”
“(DM) Sono una vera appassionata del risotto alla milanese. Dei risotti in generale, a dire la verità!!! Sono molto esigente perché deve essere fatto a regola d’arte, ma soprattutto con grande amore!”
“(CBP) Il mio piatto preferito sicuramente sono i mondeghili! Adoro i mondeghili, piatto tipico milanese: queste polpettine fatte con gli avanzi. Un piatto davvero fantastico: poi fritte, quindi gustosissime!”

Grazie di esser stati con noi ragazzi… Un saluto finale ai nostri lettori?
“(RC) Un carissimo saluto a tutti voi di Toys Army 1999 e ai vostri fantastici followers. E speriamo di vederci presto!”
“(DM) Mando un abbraccio a tutti i lettori di Toys Army 1999 e…mi raccomando, coltivate sempre il bambino che c’è in voi perché, nella vita, vale la pena non smettere mai di stupirsi!”
“(CBP) Un saluto speciale a tutti i vostri lettori e un mantra: coltivate i vostri sogni, ma tenete sempre a mente un bel piano B! Un bacio grande!”

  • Luca Bernasconi

    Appassionato di toys (japan robot, action figures, LEGO e molto altro) da sempre, ho salutato con favore il crescente interesse del pubblico verso di loro, grazie anche alle nuove release dei giocattoli storici, che da fine anni '90 ha rinvigorito un mercato che sembrava oramai sepolto. Cerco di non perdermi una fiera o un mercatino a tema, luoghi che mi fanno sentire come a casa.

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